GUIDO VOLANTE

Presidente della Citta' del Jazz

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Guido Volante nasce il 14 novembre 1937 a Torino, dove compie il suo curriculum scolastico diplomandosi presso il Liceo Classico D'Azeglio, laureandosi successivamente in Scienze Politiche.

Partecipa sin dall'inizio all'attività della Compagnia Vittorio Alfieri, affiancando Nico Castello in vari ruoli da direttore di scena ad aiuto regista e interpretando una parte nel "Curculio" di Plauto.

Collabora, quindi, alla messa in scena di lavori sia classici (l'"Oreste" di Euripide, l'"Antigone" di Sofocle) sia brillanti ("L'importanza di chiamarsi Ernesto" di Wilde).

Successivamente affina le sue conoscenze nella regia teatrale alla scuola del grande Jean Vilar (il fondatore del TNP (Théâtre National Populaire) di Parigi, seguendo i seminari tenuti dallo stesso Vilar ad Avignon in occasione del Festival du Théâtre e collabora a Torino alla formazione del Teatro Popolare, da cui nascerà qualche anno dopo il Teatro Stabile.

Appassionato da sempre del jazz classico, nei primi anni '90 diviene Presidente dell'Associazione Culturale "La città del Jazz", che organizza ogni anno numerosi spettacoli, concerti e "musicals".

Sensibile al fascino ed al richiamo esercitato dalle tavole del palcoscenico, negli stessi anni, si riavvicina alla Compagnia Vittorio Alfieri, appena ricostituita e,"catturato" dal capocomico Nico Castello, viene indotto "con la forza e con l'inganno" a interpretare il ruolo di Mr. Page ne "Le Allegre Comari di Windsor" di Shakespeare che va in scena nel 1995.

Seguono alcune caratterizzazioni in piccoli ruoli cechoviani fino a che, nel 2002, gli viene offerta dalla stessa Compagnia l'occasione della sua vita e cioè l'opportunità di curare la regia de "La Piccola Città" di Wilder, pièce da sempre ammirata e studiata. Il lavoro va in scena nel febbraio del 2004 al Teatro Regio di Torino, protagonista Lil Darling, la star de "La Città del Jazz", con musiche di Paolo Volante, e il successo ottenuto è storia recente….

Ed ora? Una piccola parte nell"Edipo Re" e poi…, chissà!, un ritorno alla regia con un altro vecchio sogno: il Pirandello dei "Sei personaggi in cerca d'autore" oppure un altro classico americano degli anni "40, "Zoo di vetro" di T. Williams, oppure, perché no?, "Vita di Galileo" di Brecht, autore, inflazionato negli anni "60 e "70, ma ormai poco rappresentato, al quale restituire una genuina dimensione teatrale alleggerita dai pesanti condizionamenti ideologici…